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IL GIRO DELLA VALLE RENDENA

GLI EVENTI DEL CLUB 2025

pubblicato il 09.08.2025

L'appuntamento di stagione propone IL giro della Valle Rendena: Merano Mezzocorona, Fai della Paganella, Lago di Molveno, Tione, Pinzolo, Madonna di Campiglio, Dimaro, Valle di Sole, Valle di Non, Fondo, Passo Palade Merano, per complessivi 240 chilometri e 3.420 mt di dislivello. Il ritrovo è fissato alle ore 07:00 di sabato 09 agosto 2025 presso la sede del club di via Palade 80. I volontario del club assicureranno il servizio di assistenza con il furgone .  

Il nove agosto di quest’anno, è andato in scena il giro della Valle Rendena, un’itinerante ed impegnativo giro in ricordo del Pirata.

Dopo l’avvio dalla sede del club e dopo aver percorso la bella e dolce pista ciclabile sino a Mezzocorona, si è affrontata la prima salita di giornata sino ad Andalo.

La salita che passa anche per Spormaggiore, è una salita panoramica e popolare, soprattutto per chi come noi la percorre in bicicletta.

Misura circa 10 km con pendenza media intorno al 7%. Si attraversano paesaggi con scorci sulla Valle dell'Adige e nondimeno il famoso lago di Molveno che precede la Val Rendena.

La Val Rendena è una valle del Trentino-Alto Adige, in provincia di Trento, racchiusa fra l'Adamello a ovest e il Gruppo del Brenta a est. Inizia a sud poco prima dell'abitato di Verdesina, e conclude al passo Campo Carlo Magno passando per Pinzolo prima e per Madonna di Campiglio poi. La Salita che da Pinzolo conduce a Madonna di Campiglio tristemente ricordata come la salita del Pirata, è un leggendario percorso ciclistico, reso celebre proprio da Marco Pantani, offre una scalata impegnativa ma iconica, caratterizzata da tratti pedalabili iniziali a circa il 6% seguiti da strappi duri negli ultimi 5 km, che portano al cuore di Campiglio, laddove purtroppo è stata segnata la sorte di Marco Pantani. Lo chiamavano "Il pirata" per quell'abitudine un po' così di indossare una bandana al posto del cappellino d'ordinanza. Era l'uomo venuto dal mare che lasciava tutti dietro quando la montagna si faceva salita da capogiro. Lui davanti a macinare metri con due gambe che parevano gli ingranaggi di un motore fuori dall'ordinario, speciale e unico per eleganza ed efficacia. Gli altri dietro, a stringere i denti e con i polmoni che chiedevano pietà, perché quando partiva il pirata non ce n'era per nessuno. Marco Pantani, il campione senza tempo, l'idolo delle folle. Trà il campione adulato, l'icona di chi ha fatto rinascere il ciclismo come sport dell'impresa e della fantasia, e il morto di Rimini, che giaceva in mezzo alla cocaina nei panni di un vagabondo, vi è tutta la complessità di un'epoca al tempo stesso sublime e crudele che si esercita senza pudore. Senza vergogna». Marco il pirata, il campione della bicicletta che ha vinto tanto e che nulla ha potuto contro il dramma che gli aveva molestato l'anima nel profondo.

Ciao Marco noi oggi abbiamo pedalato per te, noi oggi abbiamo pedalato con te!

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